Area ex Alfa RomeoNodi da tempo irrisolti nel territorio a Nord-Ovest di Milano (l’area ex-Alfa), sfide complesse (la grave crisi che il Paese attraversa), ma anche nuove opportunità (l’avvicinarsi di Expo 2015), sollecitano e rendono inevitabile un nuovo impegno sui temi dello sviluppo locale e della competitività.

La visione qui proposta è quella di un territorio che può aspirare a qualificarsi come un laboratorio per forme avanzate di economia della conoscenza.

L’idea centrale è quella di partire da un problema (l’area ex-Alfa, la più grande area dismessa d’Europa), e dalle opportunità create da Expo 2015 per realizzare nell’area ex-Alfa una ‘Città dell’Innovazione e dello Sviluppo Sostenibile’, un polo di eccellenza di formazione e cultura dell’innovazione, conoscenza e diffusione delle best practices, di collegamento alle reti e ai canali del trasferimento tecnologico, entro cui collocare, iniziative pubbliche e private, orientate alla qualificazione  del tessuto produttivo locale.

Con questo rapporto, Comunimprese mette a disposizione delle amministrazioni locali, delle imprese e delle organizzazioni della società civile una lettura delle esigenze e delle potenzialità del nostro territorio ed una ipotesi di lavoro attorno alla quale  approfondire il dibattito, individuare linee di convergenza e condivisione.  
Partendo da un nodo irrisolto, si tratta di trasformare il problema dell’area ex-Alfa in una grande opportunità per qualificare e rilanciare il nostro territorio, l’intero Nord-Ovest, per conferire a questa area una nuova identità territoriale a partire dagli elementi forti della tradizione locale. La Città della Innovazione e dello Sviluppo Sostenibile diventa il quadro generale entro cui si possono collocare, secondo un approccio modulare iniziative pubbliche e private, opportunamente coordinate per:

  • rilanciare un territorio, proiettandone l’identità verso l’economia della conoscenza;
  • porre una forte enfasi sulla necessità di appropriate politiche pubbliche attive che coinvolgano e vedano un forte sviluppo della cooperazione tra le diverse amministrazioni locali e i diversi livelli di governo;
  • definire una nuova governance istituzionale e nuovi meccanismi di cooperazione a livello sovra-comunale;
  • creare link ben-disegnati tra ricerca di base, ricerca applicata, istituzioni e canali per il trasferimento tecnologico;
  • favorire lo sviluppo di relazioni cooperative tra le imprese;
  • Incentivare la nascita e la localizzazione di nuove imprese high-tech.

Un importante aspetto della proposta è costituito dal suo approccio modulare, essa si basa su alcuni elementi essenziali che qui sotto brevemente sintetizziamo:

  • data la vastità dell’area è possibile attenersi al paradigma “dell’et – et” piuttosto che a quello “dell’on – off”. In altri termini possono coesistere, se sono coerenti con i criteri dei punti successivi, progetti anche differenti che possono andare dal residenziale all’espositivo;
  • i diversi progetti devono possedere la caratteristica dell’innovazione veicolando tale fattore nella specificità dei settori considerati
  • devono essere pensati nella logica dell’eccellenza ovvero come progetti sperimentali e come tali monitorati attentamente per una loro possibile e auspicabile generalizzazione;
  • devono generare, in una dimensione significativa, una domanda di lavoro qualificata per attenuare un fenomeno, già oggi presente, di una discrasia fra offerta e domanda di lavoro.

L’ipotesi CISS configura un intervento che per le sue caratteristiche deve assicurare la coerenza dei vari pezzi del mosaico e la ricerca di sinergie tra i vari attori coinvolti, e diventare nel tempo un punto di riferimento riconoscibile ed efficace per favorire lo sviluppo locale di una economia della conoscenza.

Download

Programma 26 ottobre 2012 (file .pdf, 274 Kb)

Progetto completo “Una strategia per il Nord-Ovest” (file .pdf da scaricare previa compilazione form)

 

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